Il paesaggio vinicolo mondiale si restringe : calo dello 0,5% nelle vigne di vino secondo l’OIV

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By Djamila Lazri Pubblicato il 29 Aprile 2024 12h30
Il paesaggio vinicolo mondiale si restringe : calo dello 0,5% nelle vigne di vino secondo l'OIV
Il paesaggio vinicolo mondiale si restringe : calo dello 0,5% nelle vigne di vino secondo l'OIV

Il settore vitivinicolo sta affrontando una crisi senza precedenti nel 2023, con la produzione di vino che raggiunge i livelli più bassi dal lontano 1961. Le difficoltà incontrate sono molteplici, dalla riduzione delle superfici vitate, alle condizioni climatiche avverse, fino ai costi di produzione in aumento che stanno spingendo i prezzi al consumo verso nuovi picchi. Scopriamo insieme come questo fenomeno sta rimodellando il panorama vinicolo globale e quali potrebbero essere le conseguenze per consumatori e produttori.

Crisi delle superfici vitate : una tendenza allarmante

Nel corso del 2023, l'Organizzazione Internazionale della Vigna e del Vino (OIV) ha rivelato una preoccupante riduzione delle superfici vitate a livello mondiale. Questo calo dello 0,5%, che porta l'estensione totale a 7,2 milioni di ettari, si registra per il terzo anno consecutivo. L'Italia, attraverso il presidente dell'OIV Luigi Moio, ha espresso particolare preoccupazione per questa tendenza che sembra inarrestabile, influenzando tanto la produzione di uva da vino quanto quella da tavola.

Questa contrazione delle superfici coltivate è in parte attribuibile all'estirpazione di vigneti nelle principali regioni viticole, una scelta spesso dettata da fattori economici e ambientali. Tuttavia, non sono solo le decisioni strategiche a influenzare questo trend, ma anche fattori esterni come le condizioni climatiche estreme e le malattie fungine, che hanno devastato numerosi vigneti.

Produzione e consumo in caduta libera

Il report dell'OIV non lascia spazio a interpretazioni ottimistiche: la produzione globale di vino del 2023 è stata la più bassa registrata dal 1961, con soli 237 milioni di ettolitri. Questo rappresenta un drastico calo del 10% rispetto al già difficile anno precedente. Le cause sono molteplici, incluse le già citate avversità climatiche e le problematiche sanitarie dei vigneti, che hanno impedito una buona vendemmia in molte aree del mondo.

Anche il consumo di vino ha visto un declino, con una stima di 221 milioni di ettolitri nel 2023, calando del 2,6% rispetto all'anno precedente. Il picco dei costi di produzione e distribuzione, spinto dall'inflazione, ha portato a un inevitabile aumento dei prezzi al dettaglio, erodendo ulteriormente il potere d'acquisto dei consumatori globali. Nonostante questo scenario poco incoraggiante, alcuni mercati hanno mostrato una notevole resilienza, adattandosi alla nuova realtà economica e continuando a sostenere il commercio internazionale del vino.

Il valore delle esportazioni, nonostante una riduzione del volume, ha toccato i 36 miliardi di euro, segno che, nonostante le difficoltà, il settore vitivinicolo mantiene un certo dinamismo. Ma questa resilienza sarà sufficiente a compensare le sfide crescenti che il settore sta affrontando?

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Mi chiamo Mila, sono una redattrice appassionata nel campo della finanza per Primissima.it. La mia avventura nel mondo finanziario è iniziata durante i miei studi universitari in Economia e Gestione delle Imprese. Da allora, mi dedico alla scrittura e all'analisi di tendenze di mercato, strategie di investimento e notizie economiche, con l'obiettivo di rendere i concetti finanziari accessibili a tutti.

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